Il dimensionamento della vasca di compenso viene ancora oggi affrontato in modo approssimativo, spesso senza un calcolo preciso nemmeno in fase progettuale. Questo approccio è scorretto, perché conoscere e applicare criteri adeguati consente di ottimizzare il funzionamento dell’impianto ed evitare sprechi.
Nonostante l’argomento sia già stato trattato in precedenza, persistono convinzioni errate e una diffusa abitudine a dimensionare “a occhio”. È quindi utile chiarire, in modo semplice, cos’è la vasca di compenso e quale funzione svolge. Si tratta di un serbatoio che raccoglie l’acqua proveniente dalle canaline di sfioro nelle piscine a sfioro, permettendone il recupero e il riutilizzo. La sua funzione principale è contenere l’acqua spostata dai bagnanti, evitando dispersioni, e garantire una riserva per operazioni come il controlavaggio dei filtri.
La progettazione deve rispettare alcuni requisiti fondamentali: accessibilità per la manutenzione, impossibilità di accesso ai bagnanti, svuotabilità e facilità di pulizia. Il volume va calcolato considerando diversi fattori, tra cui numero di utenti, moto ondoso, acqua nei canali e necessità tecniche dell’impianto. Solo un corretto dimensionamento garantisce efficienza e sicurezza nel tempo.