Nei corsi motivazionali aziendali si parla spesso di eccellenza, ormai diventata da privilegio per pochi a requisito imprescindibile: se non eccelli, sembri non esistere. Tuttavia, se tutti dichiarano di eccellere, distinguersi diventa difficile e l’eccellenza rischia di trasformarsi in una nuova normalità. Ne deriva un panorama paradossale, in cui molte aziende inseguono strumenti e obiettivi come CRM, lead ed engagement senza comprenderne davvero il senso.
Spesso l’eccellenza viene rappresentata come il vertice di una piramide, costruita su vari livelli. La base, però, viene data per scontata, mentre l’attenzione si concentra sul raggiungimento della cima. Eppure è proprio la base a determinare la solidità dell’intera struttura. Senza fondamenta solide, ogni sviluppo rischia di crollare rapidamente.
Diventa quindi essenziale interrogarsi sulla qualità delle proprie basi: competenze consolidate, processi chiari, conoscenze condivise. Un buon test è chiedersi se l’azienda sopravviverebbe senza il suo fondatore. Investire sulla base richiede tempo, ma garantisce stabilità. Solo così si evita di promettere risultati straordinari senza avere le condizioni per sostenerli nel lungo periodo.
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