Un approfondimento pubblicato da Il Fatto Quotidiano analizza il fenomeno degli annegamenti in piscina in Italia, dove tra il 2014 e il 2025 si sono registrate 185 vittime tra piscine pubbliche, strutture turistico-ricettive, condomini e impianti domestici. Continua la lettura di Annegamenti in piscina: l’articolo del Fatto Quotidiano con intervista a Rossana Prola
Archivio mensile:Aprile 2026
Il servizio de Le Iene, con intervista a Rossana Prola, sulla tragedia del piccolo Gabriele
Il servizio de Le Iene dedicato alla tragedia del piccolo Gabriele, il bambino di sette anni morto dopo essere stato risucchiato dal bocchettone di un centro termale privo delle necessarie protezioni. Continua la lettura di Il servizio de Le Iene, con intervista a Rossana Prola, sulla tragedia del piccolo Gabriele
Rossana Prola, intervista al TGCOM24 sui bambini bloccati dai bocchettoni delle piscine
In qualità di vice-presidente di AcquaNET Associazione dei Costruttori di Piscine e di presidente di Commissione degli impianti sportivi di Uni, sono stata intervistata dal TGCOM24 in seguito ai recenti incidenti occorsi a bambini bloccati dai bocchettoni delle piscine.
Riporto qui sotto il video dell’intervista:
La mia intervista al Corriere di Bologna sull’incidente di Pennabilli
Il 10 aprile scorso, sono stata intervistata da Federica Nannetti, giornalista del Corriere di Bologna, a proposito del caso del bambino risucchiato dalla bocchetta di una vasca idromassaggio di un hotel del riminese.
Si è parlato della sicurezza in piscina e del rispetto delle normative, che tra l’altro vengono aggiornate ogni cinque anni circa e non sono conosciute o seguite a sufficienza, anche perché realizzare un componente a norma costa di più rispetto a realizzarne uno non a norma.
In Italia la conoscenza dell’obbligo di rilasciare una certificazione di conformità è ancora molto limitata. Così come avviene per gli impianti elettrici e idraulici, questo obbligo riguarda anche gli impianti di trattamento dell’acqua, inclusi tutti i componenti installati nelle piscine che ne fanno parte. Spesso il cliente finale non richiede tale certificazione, oppure questa viene redatta in modo scorretto o addirittura non veritiero, attestando una conformità che in realtà non esiste. Situazioni di questo tipo possono causare conseguenze gravi e incidenti del tutto evitabili.
Potete leggere l’articolo completo sul Corriere di Bologna