Le regole fanno parte della nostra vita

A scuola ero brava, ho sempre pensato che imparare fosse l’unico modo per arrivare. Dove, me lo sono chiesto tante volte, ma la risposta non c’è: dove stai bene, dove ti senti più a tuo agio, dove ti porta il cuore, come diceva Susanna Tamaro, e il cuore mi ha portato sui libri. Mia sorella e i miei cugini giocavano, io leggevo. Litigavano, e io protestavo che facessero silenzio, per leggere in pace. Ho letto quintali di libri e ancora adesso se volete farmi felice datemi tempo e tranquillità per leggere in pace.

Dopo il liceo scientifico il dubbio: che fare, all’università? A me piaceva tutto. Adoravo scrivere, ma mi piaceva molto anche la matematica e i voti erano alti in qualunque materia, anche perché non avrei accettato nulla di mediocre su una pagella, chiariamolo. La fisica è stata una scelta che mi sembrava potesse mettere insieme un po’ tutto, perché era tanta matematica, è vero, ma anche filosofia, anche poesia, e il fascino della Incredibile Cena dei Fisici Quantistici di GabriellaGreison, vogliamo parlarne? Quella poteva forseessere la mia strada. Non lo era, in realtà, perché il mio cuore era nelle parole e non nei numeri e in quei durissimi anni di università a Bologna di numeri ne ho masticati davvero tanti, ma me la sono comunque cavata brillantemente, con un 110 guadagnato lavorando, a un anno dalla fondazione della mia prima società di gestione di piscine, studiando non so bene come e quando.

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