L’intervista di Nuoto.com a Rossana Prola, titolare di Professione Acqua ed esperta di piscine e sicurezza, offre una lettura razionale di un tema che nelle ultime settimane ha attirato grande attenzione mediatica. Il dato più significativo riguarda la reale dimensione del fenomeno: ogni anno le piscine italiane, tra impianti pubblici, strutture ricettive e parchi acquatici, registrano circa un miliardo di ingressi, mentre gli annegamenti complessivi si attestano mediamente intorno a venti casi. Numeri che, pur non riducendo la gravità di ogni singolo incidente, confermano che non si può parlare di emergenza, ma di un ambito in cui è necessario rafforzare prevenzione e controlli.
Nel corso del confronto con Luca Rasi, Prola ripercorre le principali cause degli incidenti, ricordando che la maggior parte degli annegamenti avviene in mare, fiumi e laghi. Gli episodi legati agli impianti di aspirazione rappresentano una quota limitata e coinvolgono quasi esclusivamente bambini. Si tratta di eventi evitabili, spesso riconducibili a errori progettuali o, più frequentemente, alla mancata manutenzione di componenti fondamentali, come le griglie di protezione.
L’esperta sottolinea inoltre che non esistono dispositivi capaci di eliminare il rischio se un impianto non è conforme. La sicurezza nasce da una progettazione corretta, dal rispetto delle norme tecniche, da verifiche periodiche e, quando necessario, dalla disattivazione immediata delle apparecchiature sospette fino al loro adeguamento.
L’analisi si allarga poi alla gestione complessiva delle piscine, evidenziando l’importanza della formazione del personale e della conoscenza dei rischi connessi anche all’utilizzo dei prodotti chimici per il trattamento dell’acqua. Secondo Prola, molti gestori eccellono nell’organizzazione delle strutture, ma tendono a trascurare gli aspetti impiantistici. L’obiettivo deve quindi essere creare procedure solide e condivise, affinché la sicurezza non dipenda dall’esperienza di un singolo manutentore, ma da un sistema di gestione efficace e costantemente monitorato.